Bologna 1980: Gesicht zeigen gegen rechten Terror

Testo italiano sotto!

In Gedenken an Berta, Argeo und Angelo, die beim rechtsextremen Anschlag im Bahnhof von Bologna am 2. August 1980 getötet wurden.

Bahnhof Bologna Centrale: Am 2. August 1980 explodiert im Wartesaal eine Kofferbombe, das Dach stürzt ein. 85 Menschen sterben, über 200 werden verletzt. Die Attentäter: italienische Neofaschisten. Sie wollen mit dem Anschlag das Land destabilisieren.

Berta Ebner wuchs im Passeiertal in St. Leonhard auf. Ihr Vater war Dorfarzt, sie hatte einen Bruder. Berta war Hausfrau, sie lebte zusammen mit ihrer Mutter in St. Leonhard, als sie mit 50 Jahren in Bologna starb.

Argeo Bonora war Eisenbahner. Er wurde in Galliera bei Bologna geboren und hatte zwei Brüder. Seit 1970 wohnte er aus Arbeitsgründen in Salurn. Argeo war verheiratet und hatte fünf Kinder, als er mit 42 Jahren getötet wurde.

Angelo Priore wurde in Mals im Vinschgau geboren. Er zog nach Messina in Sizilien und wurde Optiker. Er hatte eine Frau und einen 14 Monate alten Sohn. Angelo war das letzte Opfer von Bologna: Im November erlag er den Verletzungen.

Der Bombenanschlag auf den Bahnhof von Bologna 1980 war der Höhepunkt der neofaschistischen Strategie der Spannung. Das Land sollte destabilisiert und linke Gruppen diskreditiert werden. Das Attentat wurde durch Rechtsterroristen der Nuclei Armati Rivoluzionari (NAR) ausgeführt. Führungskräfte des Geheimdienstes SISMI und mutmaßlich auch die P2-Geheimloge waren involviert. Langwierige Gerichtsverfahren führten zur Verurteilung der Täter:innen sowie späterer Komplizen und bewiesen die Verstrickung staatlicher Akteure und Geldgeber.

Erinnern heißt kämpfen: Die Gegenwart zeigt, dass rechtsextremer Terror eine permanente Gefahr ist. Faschismus, Nationalismus und Rassismus sind Ideologien der Gewalt. Nur zusammen können wir eine Zukunft des Friedens und der Gerechtigkeit errichten!


Bologna 1980: Contro il terrorismo di destra, ieri e oggi

Stazione di Bologna Centrale: il 2 agosto 1980, nella sala d’attesa esplode una valigia-bomba e il tetto crolla. 85 persone perdono la vita, oltre 200 rimangono ferite. Gli autori dell’attentato: neofascisti italiani. Con l’attentato intendono destabilizzare il Paese.

Berta Ebner è cresciuta a San Leonardo, nella Val Passiria. Suo padre era il medico del paese e aveva un fratello. Berta era casalinga e viveva con la madre a San Leonardo quando morì a Bologna all’età di 50 anni.

Argeo Bonora era un ferroviere. Era nato a Galliera, vicino a Bologna, e aveva due fratelli. Dal 1970 viveva a Salorno per motivi di lavoro. Argeo era sposato e aveva cinque figli quando fu ucciso all’età di 42 anni.

Angelo Priore è nato a Malles, in Val Venosta. Si è trasferito a Messina, in Sicilia, dove ha intrapreso la professione di ottico. Aveva una moglie e un figlio di 14 mesi. Angelo è stata l’ultima vittima dell’attentato di Bologna: a novembre ha ceduto alle ferite riportate.

L’attentato dinamitardo alla stazione di Bologna del 1980 rappresentò il culmine della strategia della tensione neofascista. L’obiettivo era destabilizzare il Paese e screditare i gruppi di sinistra. L’attentato fu compiuto da terroristi di destra dei Nuclei Armati Rivoluzionari (NAR). Furono coinvolti alti funzionari del servizio segreto SISMI e, presumibilmente, anche la loggia segreta P2. Lunghi procedimenti giudiziari portarono alla condanna degli autori e dei complici, dimostrando il coinvolgimento di attori statali e finanziatori.

Ricordare significa lottare: il presente dimostra che il terrorismo di estrema destra rappresenta un pericolo costante. Il fascismo, il nazionalismo e il razzismo sono ideologie di violenza. Solo uniti possiamo costruire un futuro di pace e giustizia!